Questa Casa non è un Albergo

A livello personale “Questa Casa non è un Albergo” mi ricorda la mamma che, in età adolescenziale, mi ricordava che la casa e la famiglia non esistevano solo quando si doveva dormire e mangiare 🙂

A livello professionale “Questa Casa non è un Albergo” è una riflessione che rivolgo, anche a nome di tutti gli operatori del turismo ricettivo che si rivedono nella stessa, ai gentilissimi proprietari di Case Vacanza che vorrebbero scambiare la propria casa per le stesse cifre di un albergo.
Mi spiego meglio: la cultura e la prassi turistica ricettiva, dei primi anni del XXI secolo, nel comparto case vacanza, ha sorbito i seguenti effetti:

  • ha convinto molti proprietari che affittare una casa per vacanza è molto meglio che affittarla per lunghi periodi ad inquilini residenti.
  • ha convinto molti proprietari che riempire le case con mobili che non usano più è la scelta migliora da fare. E soprattutto la scelta più economica.
  • ha convinto molti proprietari che ci sono tanti operatori pronti a gestire case poco valide ed assorbire tutti i problemi derivanti dalla gestione e dal rapporto con gli ospiti, in cambio di cifre importanti che rischiano di compromettere la professione degli stessi e l’intero comparto turistico ricettivo della Puglia.
  • ha convinto molti proprietari che per fare turismo con una casa basta mettere un annuncio gratuito su internet, e non serve avere agibilità, licenze, decoro, cura, manutenzione straordinaria, ecc.
  • ha convinto molti proprietari che avere una seconda casa è un business ricco e profittevole che costa poco e rende tanto.

Ma, alla luce dei recenti sviluppi del mercato turistico ricettivo pugliese, siamo spiacenti di dover informare molti proprietari delle seguenti realtà:

  1. la casa vacanza, per definirsi tale, deve rispettare la normativa al pari degli alberghi e di ogni altra attività turistico ricettiva, ovvero la legge regionale 11 del 1999.
  2. le condizioni della casa vacanza, per definirsi tale, devono essere al di sopra della media per quanto riguarda decoro e funzionalità. Pertanto sono richiesti continui investimenti straordinari e specializzati volti al miglioramento dello standard qualitativo della casa.
  3. gli operatori che gestiscono case vacanza affrontano i rischi di un mercato inflazionato, volubile e super-esigente. Invitiamo pertanto tutti i colleghi alla massima prudenza e ad un’ attenta selezione volta ala qualità degli immobili e dei mobili.
  4. un contratto di collaborazione, che sia gestione oppure commercializzazione, per dare i frutti migliori deve durare almeno 3 anni (o 3 stagioni) e non può essere solo un contratto annuale che “….se va bene poi rinnoviamo”.

Incontriamo giornalmente proprietari con aspettative sproporzionate rispetto alle realistiche potenzialità degli immobili proposti e, sopratutto, con una bassa propensione al collettivo sviluppo del territorio e del turismo sostenibile, bensì attenti solo alla miope soddisfazione economica personale.
Per fortuna, però, esistono anche tanti proprietari ragionevoli, che hanno a cuore il settore del turismo ed il futuro dei giovani, oltre che pensare solo alla massimizzazione di un profitto, per loro spesso collaterale ed accessorio, quale è l’introito della maggior parte delle case vacanza.

Invito pertanto tutti i colleghi che lavorano con esperienza e dedizione a difendere, nei rapporti con i proprietari, i propri diritti di professionisti ed a pretendere condizioni contrattuali eque, che non comportino sbilanciamento del rischio a danno proprio e dell’intero comparto ricettivo pugliese. Perché se per la maggior parte dei proprietari di case vacanza il turismo è un hobby prosperoso, per noi e per l’intera Regione Puglia il Turismo è il settore più importante e merita di essere sviluppato al meglio.

Per questo ed altro abbiamo fondato, insieme ad esperti colleghi, l’Associazione Operatori Case Vacanza Puglia.

Visita la pagina facebook dell’Associazione, clicca qui

Angelo Ria

Angelo Ria

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